Obbligo BIM per le stazioni appaltanti e operatori, ecco cosa cambia nel nuovo codice appalti

Il nuovo codice appalti (D.Lgs. 36/2023) conferma l’impostazione già data dal vecchio codice e dal DM 312/2021: sarà obbligatorio procedere con modalità BIM per tutti gli appalti superiori a un milione di euro.

In particolare, l’art. 43 del nuovo codice appalti stabilisce che a decorrere dal 1° gennaio 2025, le stazioni appaltanti e gli enti concedenti devono obbligatoriamente adottare strumentazione digitale adeguata.

L’allegato I.9 del codice fornisce precise indicazioni sui metodi e gli strumenti di gestione informativa digitale delle costruzioni.

Questo significa che tutte le stazioni appaltanti e gli operatori economici (imprese e progettisti) dovranno prevedere una specifica formazione del personale e dotarsi di infrastrutture hardware e software specifici per rispondere in maniera efficace ai nuovi obblighi.

Ecco una utile tabella riepilogativa:

Fonte tabella: biblus.acca

In buona sostanza, si avrà l’obbligo di adozione BIM dal 2025 per:

  • importi > 1 milione €;
  • progettazione e realizzazione opere nuova costruzione;
  • interventi su costruzioni esistenti.

Non sarà necessario in caso di:

  • importi < 1 milione €;
  • interventi di manutenzione ordinaria;
  • interventi di manutenzione straordinaria;

a meno che gli interventi non riguardino opere precedentemente eseguite con l’uso di metodi e strumenti di gestione informativa digitale. Ovviamente è data continuità all’utilizzo del BIM ed all’aggiornamento dei modelli e degli asset informativi, nei casi in cui sia già stato operato in BIM.

Non sarà necessario utilizzarlo in caso di importi inferiori a un milione di euro o per interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria, a meno che gli interventi non riguardino opere precedentemente eseguite con l’uso di metodi e strumenti di gestione informativa digitale.

Il legislatore intende incentivare l’uso del BIM con la previsione di punteggi premiali per le stazioni appaltanti che lo utilizzano, anche se non obbligate.

Questo obiettivo dovrebbe garantire una maggiore tutela della spesa pubblica.

In ogni caso, il BIM rappresenta una grande opportunità di crescita ed evoluzione sia per la PA che per i tecnici.

Possono essere valorizzati con punteggi premiali:

  • proposte metodologiche per integrare gli aspetti di gestione del progetto con la gestione della modellazione informativa;
  • proposte metodologiche per l’implementazione dell’offerta di gestione informativa e del piano di gestione informativa in relazione alle esigenze di cantierizzazione, anche con strumenti innovativi di realtà aumentata e di interconnessione tra le entità presenti in cantiere;
  • proposte metodologiche volte a consentire un’analisi efficace dello studio, tra l’altro, di varianti migliorative e di mitigazione del rischio;
  • proposte che consentano alla stazione appaltante e all’ente concedente di disporre di dati e informazioni utili per l’esercizio delle proprie funzioni ovvero per il mantenimento delle caratteristiche di interoperabilità dei modelli informativi;
  • previsione di modalità digitali per la tracciabilità dei materiali e delle forniture e per la tracciabilità dei processi di produzione e montaggio, anche ai fini del controllo dei costi del ciclo di vita dell’opera;
  • proposte volte ad utilizzare i metodi e gli strumenti elettronici per raggiungere obiettivi di sostenibilità ambientali anche attraverso i principi del green public procurement;
  • previsione di strumenti digitali per aumentare il presidio di controllo sulla sicurezza dei lavori e del personale coinvolto nell’esecuzione;
  • previsione di modelli digitali che consentano di verificare l’andamento della progettazione e dei lavori e/o che consentano di mantenere sotto controllo costante le prestazioni del bene, compresi i sistemi di monitoraggio e sensoristica;
  • impiego di metodi e strumenti digitali che consentano alla stazione appaltante e all’ente concedente di monitorare, in tempo reale, l’avanzamento del cronoprogramma e dei costi dell’opera.

Riepilogando:

In sintesi, il nuovo codice appalti renderà obbligatorio l’utilizzo del BIM per gli appalti superiori a un milione di euro a partire dal 1° gennaio 2025, anche se le stazioni appaltanti potranno utilizzarlo volontariamente a loro discrezione.

L’adozione del BIM richiederà la formazione del personale e l’acquisto di infrastrutture hardware e software specifici. L’obiettivo del legislatore è incentivare l’uso del BIM per tutelare la spesa pubblica e promuovere la crescita e l’evoluzione del settore edile.

Fonte: biblus.acca
Fonte immagine principale: buildnews.it

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