In arrivo il nuovo Codice Appalti

L’onorevole Erica Mazzetti ha dichiarato che la definitiva approvazione del nuovo Codice Appalti in Consiglio dei Ministri deve avvenire entro la giornata di oggi, giovedì 23 Marzo 2023, rispettando i tempi previsti dalla legge delega, e che il testo diventerà legge entro il 30 giugno. Tuttavia, c’è ancora incertezza su quando il testo sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale, entro il 31 marzo o entro il 30 giugno. 

Ricordiamo che con un comunicato stampa datato 16 Dicembre 2022 il Governo informava della approvazione durante il Consiglio dei Ministri n. 10 del Codice degli appalti.

In particolare, il Governo ha approvato in esame preliminare, un decreto legislativo di riforma del Codice dei contratti pubblici, in attuazione dell’articolo 1 della legge 21 giugno 2022, n. 78.
Si sottolinea che il nuovo Codice degli appalti muove da due principi cardine, stabiliti nei primi due articoli:

  • il “principio del risultato”, inteso come l’interesse pubblico primario del Codice stesso, che riguarda l’affidamento del contratto e la sua esecuzione con la massima tempestività e il migliore rapporto tra qualità e prezzo nel rispetto dei principi di legalità, trasparenza e concorrenza;
  • il “principio della fiducia” nell’azione legittima, trasparente e corretta della pubblica amministrazione, dei suoi funzionari e degli operatori economici.

Il nuovo Codice Appalti prevede importanti modifiche procedurali, che permetteranno di tagliare circa un anno di tempi, ridurre la burocrazia e i ricorsi, e iniziare i lavori più velocemente. L’obiettivo è avere un testo snello, ma che non metta in secondo piano la qualità dell’opera.

Secondo l’onorevole Mazzetti, il nuovo Codice Appalti sarà garantista e non giustizialista e prevederà una revisione dei prezzi legata all’inflazione. 

I Consigli Nazionali degli Ingegneri e degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori, Inarcassa e la sua Fondazione, i Sindacati e le Associazioni, a nome dei loro iscritti Ingegneri e Architetti, esprimono massima preoccupazione per le tante criticità registrate nel nuovo Codice degli Appalti e sollecitano il Legislatore a sciogliere in tempi rapidi, i nodi rilevati, agendo con leale collaborazione nei confronti delle due categorie professionali, nel rispetto degli impegni presi con il PNRR e della più ampia ripresa del Paese.

In particolare, i partecipanti al Tavolo delle libere professioni evidenziano le seguenti problematiche emerse nel testo del nuovo Codice:

  • il ricorso esteso all’appalto integrato. Ciò significherà affidare alle imprese non solo l’esecuzione, ma anche la progettazione dell’opera, delegando tutto il processo al soggetto che ha i maggiori interessi economici e ponendo gli stessi progettisti in condizione subalterna, eliminando la centralità del progetto e togliendo alle Stazioni Appaltanti la gestione dello stesso;
  • l’affidamento in via preferenziale degli incarichi di Progettazione, Direttore dei Lavori e Collaudo a tecnici interni alla Pubblica Amministrazione. Si andrà ad aumentare il carico lavorativo di uffici spesso già oggi sottodimensionati, con il rischio che gli stessi non riescano ad evaderlo ed eliminando la figura terza di Professionista esterno, indipendente da Committente e Costruttore, garante della buona riuscita in termini tecnici ed economici dell’opera; 
  • la riduzione a soli due livelli di progettazione. Tale misura ha l’obiettivo di velocizzare l’iter progettuale senza però considerare che la maggior parte dei tempi nella fase di progettazione e realizzazione, è condizionata dal pesante sistema burocratico – nulla osta, autorizzazioni e permessi – che non viene minimamente interessato, né tantomeno snellito. Inoltre, l’eliminazione ex abrupto degli altri livelli di progettazione necessita di una contestuale ridefinizione dei relativi compensi, al fine di scongiurare ricadute sulla qualità delle opere; 
  • la possibilità di affidare incarichi a titolo gratuito. Anche in questo caso si registra una forte discrasia tra la teoria e la pratica: in teoria ciò dovrebbe avvenire solo in casi eccezionali e motivati, in pratica si aprirà ad ogni situazione, con ricadute, ancora una volta, sulla qualità del progetto e sulle opere;
  • la riduzione della validità dei curricula dei progettisti ed in particolare dei requisiti economici, ad un solo anno. Ciò comporterà l’inevitabile ricorso all’avvalimento, sistema che permette l’utilizzo di curriculum altrui, ed il subappalto delle prestazioni professionali.

 

I partecipanti al Tavolo, nello specifico i rappresentanti di: CNI e CNAPPC, Inarcassa insieme alla sua Fondazione, AIDIA (Associazione Italiana Donne Ingegneri e Architetti), ALA Assoarchitetti (Associazione degli architetti e degli ingegneri liberi professionisti italiani), Federarchitetti (Associazione nazionale degli architetti e ingegneri liberi professionisti), Federazione Nazionale ASSO INGEGNERI ARCHITETTI e INARSIND (Associazione nazionale d’intesa sindacale ingegneri ed architetti liberi professionisti italiani), chiedono pertanto al Governo di rinviare l’entrata in vigore del nuovo Codice e di avviare un confronto su questi temi con tutte le forze politiche che credono nella qualità del lavoro per “sanare le numerose storture che il testo presentato andrebbe a causare soprattutto al sistema dei lavori pubblici”. “E‘ indispensabile – concludono – evitare l’aumento dei costi delle opere, evitare il mancato controllo da parte di soggetti terzi, che legherà i liberi professionisti a doppio filo alle imprese, ed evitare il pericolo incombente di non riuscire a rispettare le scadenze previste dal PNRR”. 

Anche l’ordine degli Ingegneri della provincia di Cosenza, fra i più numerosi in Italia, chiede al Governo di rinviare l’entrata in vigore del nuovo Codice e di avviare un confronto su questi temi con tutte le forze economiche e sociali interessate. In questo senso l’appello è rivolto a tutta la deputazione calabrese affinchè non solo prenda atto di queste richieste, ma se ne faccia anche promotrice nei confronti del Governo centrale.

Alla luce degli eventi ci si augura che, nelle sue valutazioni finali, il Governo vorrà accogliere la totalità delle osservazioni esposte, licenziando un testo finale che consenta al Codice di garantire l’efficacia da tutti auspicata.

Fonti: